Pakistan - I Vescovi: Gioia e gratitudine per l'Enciclica "Laudato si'"

Nota inviata da S. Ecc. Mons. Joseph Arshad, Vescovo di Faisalabad e Presidente della Commissione nazionale “Giustizia e Pace” (NCJP) della Conferenza episcopale del Pakistan all'Agenzia FIDES

Print Mail Pdf

Vescovi_Pakistan

Faisalabad (Agenzia Fides) – I Vescovi del Pakistan esprimono “gioia e gratitudine a Papa Francesco per la nuova enciclica Laudato si’”, affermando che “la Chiesa cattolica in Pakistan la accoglie con cuore aperto”: è quanto dice, in una nota inviata all'Agenzia Fides, Sua Ecc. Mons. Joseph Arshad, Vescovo di Faisalabad e Presidente della Commissione nazionale “Giustizia e Pace” (NCJP) della Conferenza episcopale del Pakistan.
I Vescovi pakistani “apprezzano i passi compiuti dal Santo Padre per difendere i diritti dei poveri e dei bisognosi nel mondo”, dicendo che “l'articolata riflessione su temi come l'ecologia, la giustizia e la povertà rimarca il valore della vita di tutta la creazione di Dio”. “Il pericolo per la nostra ‘casa comune’, il pianeta in cui viviamo, è descritto nell'enciclica in un modo che non lascia dubbi sul rischio esistenziale che ci troviamo di fronte”, nota mons. Arshad.
“Questo rischio è comune a tutti noi – prosegue la nota – a prescindere da etnia, geografia, confessione religiosa o identità culturale. Pertanto, altrettanto importanti sono le misure per evitare conseguenze catastrofiche della situazione attuale. L’Enciclica del Papa è un richiamo all'unità: unità nella preghiera per l'ambiente, per la conversione dei cuori e negli stili di vita, a rispettare e amare tutto ciò che ci viene dato da Dio in questo universo”.
Ricordando che la Chiesa cattolica “dovrebbe contribuire con tutti i mezzi a sua disposizione per la protezione e per la salvaguardia del creato”, i Vescovi pakistani ricordano che il testo dell’enciclica “è molto importante in vista della Conferenza Onu sui Cambiamenti climatici che si terrà nell’autunno 2015 in Francia”, dove sarà in gioco il futuro dell’umanità. “La casa comune è nostra – conclude l’appello dei Vescovi pakistani – e tutti siamo chiamati a prendercene cura”.

(PA) (Agenzia Fides 22/6/2015)