Un anno fa ci lasciava Papa Francesco. Aveva 88 anni.
Riposa nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, che oggi lo ricorda con una Messa, insieme allo svelamento di una lapide legata alla Salus Populi Romani, davanti alla quale si fermava a pregare in moltissime occasioni.
Il suo pontificato ha lasciato un segno profondo fatto di prossimità concreta e di parole che sono diventate eredità per la Chiesa: “Non lasciatevi rubare la speranza”.
Un richiamo che continua a risuonare come un invito instancabile a essere Chiesa in cammino, capace di ascoltare e di restare aperta alle ferite e alle attese del mondo.
Tra le eredità più forti, l’impegno per la cura del creato, espresso in modo emblematico nell’enciclica Laudato si’. Francesco ha richiamato il mondo a una responsabilità condivisa verso la “casa comune”.
Accanto a questo, costante è stata la sua attenzione agli ultimi, in particolare ai migranti e ai rifugiati: dai viaggi simbolici alle frontiere alle parole ferme contro la “globalizzazione dell’indifferenza”, ha invitato a riconoscere nei più vulnerabili il volto di Cristo e a costruire comunità capaci di accoglienza e integrazione.
A un anno dalla morte, il suo magistero continua a indicare una via: custodire il creato, prendersi cura dei più fragili e vivere la misericordia, costruendo ogni giorno una Chiesa che accompagna e abbraccia.
Grazie Papa Francesco!